mazzariol paolo architetto

saper guardare con occhi nuovi l’apparente banalità dei nostri spazi di tutti i giorni.

TITOLO EVENTO: Della leggerezza

INDIRIZZO DELL'EVENTO: via Francesco Coghetti 196

DATA DELL'EVENTO: 19 Maggio

ORARIO INIZIO: 15:00 | ORARIO FINE: 20:00

DESCRIZIONE DELL'EVENTO:
“Ho cercato di togliere peso ora alle figure umane, ora ai corpi celesti, ora alle città”. Con il suo memorabile Saggio sulla leggerezza Italo Calvino, nel 1985, anno della sua morte, cerca di sintetizzare in modo definitivo la sua poetica, la sua ricerca, il lavoro di una vita. L’obiettivo del testo – che avrebbe dovuto trasformarsi in una delle lezioni americane dal significativo sottotitolo Sei proposte per il prossimo millennio – è quello di spiegare perché la leggerezza sia un valore anziché un difetto. Altre ricerche in questa direzione avevano preceduto l’operazione dello scrittore: tra queste i progetti per i playground di Amsterdam di Aldo van Eyck (1950/1970) e la performance del funambolo Philippe Petit, passata alla storia come la “traversata delle Twin Towers” (1974). A suggerire un’idea nuova di confrontarsi con il reale, probabilmente più relazionale e consapevole. La professione dell’architetto sta cambiando. Oggi è chiamata sempre di più ad affrontare la piccola scala, il riuso, il ripensamento di spazi esistenti e la loro riconfigurazione, anche solo temporanea. Poco, rispetto all’idea di disegnare la città, di ripensare completamente lo spazio che ha accompagnato tutta l’epopea della modernità. Si tratta di un modo diverso di operare, più effimero, più precario, più provvisorio, che però ha in sé un grande valore, non solo in quanto metafora di un presente incerto, ma anche come dimensione sperimentale, di ricerca. Un lavoro interstiziale, di costante verifica della capacità dello spazio di accogliere il quotidiano, la sua apparente semplicità. Una strategia della prossimità, dell’adattabilità, ma anche dell’uso imprevisto, della capacità di scoprire un possibile uso differente laddove apparentemente non era pensabile. Anche solo per un momento. Un “esotico quotidiano”, uno stupore ritrovato: saper guardare con occhi nuovi l’apparente banalità dei nostri spazi di tutti i giorni. In modo più leggero. (PV).